Perché parlarne adesso
Quando si sostituisce una caldaia, la domanda iniziale è spesso: «Quale pompa di calore compro?». Per un intervento che punta all’Ecobonus, la sequenza corretta è un’altra: verificare l’edificio e l’impianto esistente, definire il fabbisogno termico, controllare i requisiti del prodotto e solo allora scegliere la macchina. Il vademecum ENEA aggiornato il 23 settembre 2026 offre un riferimento attuale proprio su questi passaggi.
L’aggiornamento del documento non istituisce un nuovo bonus. Rende però più facile individuare quali verifiche si applicano agli interventi iniziati dal 4 febbraio 2026, data da cui valgono i requisiti introdotti dal D.Lgs. 5/2026 richiamati da ENEA.
Che cosa prevede il vademecum
Per la pompa di calore destinata al riscaldamento, l’intervento agevolato deve essere una sostituzione integrale o parziale di un impianto di climatizzazione invernale esistente. Una nuova installazione in un immobile privo di impianto termico non rientra automaticamente in questa specifica voce dell’Ecobonus. L’edificio deve inoltre essere esistente e dotato di impianto di climatizzazione invernale alla data di inizio dei lavori. Se si tratta invece di sostituire uno scaldacqua tradizionale con uno scaldacqua a pompa di calore, il vademecum prevede una fattispecie dedicata alla produzione di acqua calda sanitaria.
Un controllo importante riguarda la potenza. La potenza termica complessiva della nuova macchina non può superare di oltre il 10% quella del generatore sostituito, salvo che una verifica dimensionale secondo la UNI 12831 giustifichi l’aumento. Per i generatori unifamiliari combinati, destinati sia al riscaldamento sia all’acqua calda sanitaria, ENEA indica la possibilità di una potenza nominale fino a 35 kW. Questo limite non è un invito a sovradimensionare: la taglia corretta dipende dalle dispersioni dell’edificio e dal funzionamento dell’impianto.
Per lavori iniziati dal 4 febbraio 2026, il controllo delle prestazioni non si ferma ai valori puntuali di COP e, quando applicabile, EER. Il vademecum richiede anche la verifica degli indicatori stagionali pertinenti — SCOP, SEER o SPER — secondo il D.Lgs. 5/2026, oltre ai requisiti di efficienza stagionale indicati dal D.Lgs. 199/2021. Queste sigle descrivono aspetti diversi del rendimento: il COP misura una condizione di prova, mentre lo SCOP considera il comportamento lungo la stagione di riscaldamento. La scheda commerciale, da sola, può non contenere tutti i dati necessari per dimostrare l’ammissibilità.
Per uno scaldacqua a pompa di calore che sostituisce uno scaldacqua tradizionale, ENEA richiede COP maggiore di 2,6, misurato secondo la UNI EN 16147. Se i lavori sono iniziati dal 4 febbraio 2026, il prodotto deve anche essere in classe energetica A o superiore.
| Verifica | Che cosa controllare prima dell’ordine |
|---|---|
| Impianto esistente | Presenza di un impianto di riscaldamento, oppure di uno scaldacqua tradizionale nel caso ACS |
| Potenza | Confronto tra vecchio e nuovo generatore; eventuale calcolo UNI 12831 se la nuova potenza supera la soglia indicata da ENEA |
| Prestazioni | Dati COP/EER e, per lavori avviati dal 4 febbraio 2026, indicatori stagionali e requisiti applicabili |
| Documenti | Schede tecniche, dichiarazione di conformità, libretto d’impianto e documentazione tecnica richiesta nel caso concreto |
| Pratica ENEA | Invio della scheda descrittiva attraverso il portale dell’anno di fine lavori, normalmente entro 90 giorni dalla conclusione o dal collaudo |
Quanto vale la detrazione nel 2026
Secondo Agenzia delle Entrate, per le spese Ecobonus sostenute nel 2025 e nel 2026 l’aliquota ordinaria è il 36%, elevata al 50% quando ricorrono le condizioni previste per l’abitazione principale. La detrazione si ripartisce in dieci quote annuali di pari importo. Per il 2027, allo stato delle regole consultate il 6 ottobre 2026, le aliquote indicate sono rispettivamente 30% e 36%. L’aliquota maggiorata è riservata alle spese sostenute dal proprietario o dal titolare di un diritto reale per l’abitazione principale, con verifica dei requisiti previsti; non basta chiamare l’immobile “prima casa”.
Per l’intervento sulle pompe di calore, il vademecum ENEA indica un limite massimo di detrazione ammissibile di 30.000 euro per unità immobiliare. Si tratta del limite della detrazione, non del prezzo massimo dell’impianto. Per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro possono incidere anche i limiti complessivi alle spese detraibili previsti dalla normativa fiscale.
Un esempio semplice
Immaginiamo una spesa agevolabile di 12.000 euro sostenuta nel 2026 per un intervento che soddisfa tutti i requisiti tecnici e fiscali. Con aliquota del 50%, la detrazione teorica è 6.000 euro, ripartita in dieci quote da 600 euro. Con aliquota del 36%, è 4.320 euro, in dieci quote da 432 euro. È solo un esempio di calcolo: il beneficio effettivamente utilizzabile dipende dalla posizione fiscale del contribuente e dall’ammissibilità delle spese. La detrazione non è uno sconto immediato sul preventivo.
A chi interessa e che cosa fare in pratica
Il tema riguarda chi sta sostituendo il riscaldamento di casa, chi valuta un sistema per un’attività commerciale o una struttura ricettiva e i condomìni che intervengono su impianti esistenti. La soluzione tecnica e l’inquadramento fiscale cambiano con l’immobile e con il soggetto che sostiene la spesa.
Prima di firmare un ordine conviene raccogliere i dati del generatore esistente, il libretto d’impianto, le informazioni su terminali e distribuzione e i consumi disponibili. Vanno poi verificate le dispersioni, la temperatura dell’acqua richiesta dai radiatori o dal radiante, gli spazi per unità esterna e accumulo, l’alimentazione elettrica e le esigenze di acqua calda sanitaria. Se l’obiettivo è l’Ecobonus, occorre concordare fin dall’inizio chi curerà la documentazione tecnica e l’invio ENEA.
Una pompa di calore può essere efficiente in un edificio e risultare mal dimensionata in un altro. Per esempio, sostituire una vecchia caldaia da 30 kW con una pompa di calore da 30 kW senza calcolare il carico termico può portare a una macchina troppo grande: la potenza nominale della vecchia caldaia non coincide necessariamente con il fabbisogno reale dell’abitazione. Anche l’eventuale superamento del confronto del 10% richiede una giustificazione tecnica, non una semplice dichiarazione sul preventivo.
Per abitazioni e attività in Molise, Abruzzo e Puglia, il sopralluogo deve considerare anche esposizione, altitudine e condizioni climatiche locali: un impianto a Termoli non lavora nelle stesse condizioni di uno nell’entroterra abruzzese. Il nostro ufficio tecnico può partire da questi dati per valutare macchina, distribuzione, regolazione e pratica dell’intervento come un unico progetto.
Domande frequenti
L’aggiornamento ENEA del 23 settembre ha creato un nuovo incentivo?
No. ENEA ha aggiornato i vademecum tecnici dell’Ecobonus; aliquote e condizioni fiscali derivano dalla normativa vigente.
Posso usare l’Ecobonus se installo una pompa di calore dove prima non c’era riscaldamento?
Non per la voce trattata dal vademecum sulla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale. Occorre valutare separatamente se l’intervento rientra in altre agevolazioni.
Una pompa di calore più potente della vecchia caldaia è sempre esclusa?
No. Il vademecum prevede il confronto del 10%, ma ammette una potenza superiore se l’aumento è motivato da una verifica dimensionale secondo la UNI 12831. Il caso va documentato.
Il 50% spetta a tutte le abitazioni nel 2026?
No. È l’aliquota elevata prevista quando ricorrono le condizioni dell’abitazione principale e del beneficiario. Negli altri casi ammessi, l’aliquota indicata dall’Agenzia delle Entrate per il 2026 è il 36%.
Quando va inviata la pratica ENEA?
La scheda descrittiva va normalmente trasmessa entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo, tramite il portale Ecobonus relativo all’anno di conclusione. Eventuali casi particolari vanno verificati nelle indicazioni ENEA.
Scaldacqua a pompa di calore e pompa di calore per riscaldamento seguono gli stessi requisiti?
No. Il vademecum tratta entrambi, ma distingue la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale da quella di uno scaldacqua tradizionale. Per quest’ultimo indica COP superiore a 2,6 e, per lavori avviati dal 4 febbraio 2026, classe energetica almeno A.
Il punto di vista di Pasquarelli Service
Il preventivo utile non è solo un elenco di componenti. Deve spiegare che cosa viene sostituito, come è stata scelta la potenza, quali condizioni deve garantire l’impianto esistente e quali documenti servono per l’agevolazione. Se stai valutando una sostituzione, richiedi una valutazione tecnica dell’impianto prima di scegliere il modello: permette di confrontare soluzioni realistiche e di affrontare la pratica fiscale con i dati corretti.
Fonti e riferimenti
- ENEA, Vademecum Pompe di calore, aggiornamento 23 settembre 2026; consultato il 6 ottobre 2026.
- ENEA, Vademecum Ecobonus, raccolta aggiornata a settembre 2026; consultata il 6 ottobre 2026.
- Agenzia delle Entrate, Agevolazioni per il risparmio energetico, aliquote e ripartizione della detrazione; consultata il 6 ottobre 2026.
- ENEA, Aggiornamento del portale Ecobonus e Bonus Casa, 25 giugno 2026; consultato il 6 ottobre 2026.